Conoscere le varie caratteristiche dei microfoni, registrazione della Batteria acustica e i processori di segnale

CARATTERISTICHE ,TIPOLOGIA E POSIZIONAMENTO DEI MICROFONI PER BATTERIA

Microfoni Dinamici

I microfoni dinamici impiegano un diaframma, una bobina e un magnete. La bobina è posizionata in un campo magnetico ed è collegata alla parte posteriore del diaframma. Il movimento della bobina all’interno del campo magnetico genera un segnale elettrico che corrisponde al suono rilevato.
I microfoni dinamici sono caratterizzati da una struttura relativamente semplice e sono conseguentemente robusti e relativamente economici. Sono in grado di reggere livelli molto elevati di pressione sonora e sono poco suscettibili alle temperature estreme o all’umidità.

 

Microfoni a Condensatore

I microfoni a condensatore impiegano una piastra fissa e un diaframma che formano le due armature di un condensatore elettrico sensibile alla pressione sonora. Quando il suono mette in movimento il diaframma, la distanza tra la piastra e il diaframma cambia e questa variazione crea una variazione corrispondente nella capacità del condensatore. Questa variazione di distanza produce un segnale elettrico. Tutti i tipi di microfoni a condensatore richiedono alimentazione fornita da una batteria interna oppure da una sorgente esterna, per esempio l’alimentazione phantom di un mixer. I microfoni a condensatore sono più sensibili e forniscono un suono più omogeneo e più naturale, in particolare nelle frequenze alte.  

 

Microfoni a Nastro

Un microfono a nastro è un tipo di microfono elettrodinamico che utilizza un nastro sospeso tra i due poli di un magnete per rilevare le vibrazioni del suono. I microfoni a nastro sono tipicamente bidirezionali. Riprendono sorgenti sonore dalla parte anteriore e da quella posteriore della capsula, ma non dalle parti laterali (a 90° fuori asse).

IL POSIZIONAMENTO DEI MICROFONI
Posizionamento Microfoni Batteria
Microfonaggio della batteria – La batteria è una delle sorgenti sonore più complicate da registrare. Sebbene ci siano molti metodi diversi, si dovrebbero imparare alcune note tecniche e principi comuni. Poiché i diversi componenti della batteria producono suoni molto diversi tra loro, essi dovrebbero essere considerati come singoli strumenti o, almeno, come gruppi di diverse tipologie: Grancassa, Rullante, Tom, Piatti e Percussioni.

Certe caratteristiche microfoniche sono estremamente importanti per quanto riguarda l’uso con la batteria. Gamma Dinamica – Un tamburo è in grado di emettere altissimi livelli di pressione sonora (SPL). Il microfono deve essere in grado di sopportare tali livelli. Un microfono dinamico generalmente sopporta elevate pressioni sonore meglio di un microfono a condensatore. Controllare la caratteristica del SPL Massimo nelle caratteristiche tecniche di un microfono a condensatore. Dovrebbe essere di almeno 130 dB per l’uso ravvicinato ad un tamburo.

Caratteristica polare – Poiché ogni componente della batteria si dovrebbe considerare come uno strumento individuale, ogni tamburo potrebbe avere un microfono proprio. Effetti di interferenze di fase possono manifestarsi per la prossimità estrema tra i diversi microfoni e tra i vari componenti della batteria. La scelta di microfoni che abbiano un’elevata reiezione di suoni provenienti da certi angoli e il loro corretto posizionamento può essere fondamentale per ottenere un mix complessivo della batteria con problemi di fase minimi. Effetto della Prossimità – I microfoni unidirezionali possono esibire una risposta eccessiva alle basse frequenze quando vengono avvicinati troppo ai tamburi.

Un filtro passa-alto con pendenza dolce (bass roll-off) può essere inserito direttamente sul microfono o sul canale del mixer per rimediare al suono “infangato”. L’effetto di prossimità si può, invece, usare a proprio vantaggio per incrementare le frequenze basse, se lo si desidera. È possibile, inoltre, utilizzare l’effetto della prossimità per compensare le frequenze basse mancanti in una sorgente ravvicinata quando un filtro passa-alto roll-off viene inserito per attenuare basse frequenze che arrivano da sorgenti più distanti.

Tipicamente, la batteria viene isolata in una propria cabina per evitare il rientro dei tamburi nei microfoni per gli altri strumenti. Negli studi di registrazione professionali, è normale che la batteria sia rialzata dal pavimento. Questa tecnica aiuta a ridurre la trasmissione delle basse frequenze tramite il pavimento. Ecco una tecnica di base per la ripresa dei componenti individuali della batteria: Grancassa

Registrare la Batteria

Come già detto, la batteria è sicuramente lo strumento più difficile da riprendere, questo perchè oltre ad aver bisogno di numerosi microfoni (a seconda anche della batteria che abbiamo) dobbiamo posizionarli in modo tale che non rechino intralcio ai nostri movimenti, che siano ad una distanza tale da riprendere perfettamente il tamburo assegnato, che non ci siano rientri di altri tamburi o, se ci sono, le frequenze non devono essere uguali altrimenti i due suoni si annullano, la stanza non deve rimbombare ad ogni colpo di cassa o timpano ecc..ecc..ecc.. Vediamo però di fare una registrazione a seconda dei microfoni che abbiamo e dove posizionarli.

1 MICROFONO - Diciamo che riprendere discretamente la batteria con un solo microfono è difficile, ma non impossibile. Si potrebbe usare un AKG c 1000s, posizionandolo ad una distanza di circa 2 metri (da valutare a seconda della stanza) dalla batteria in posizione frontale se volete una maggior presenza di cassa o dall'alto se volete una ripresa più brillante. Migliore sarebbe la ripresa fatta con un Neumann, ma se avete i soldi per prenderne uno avete anche i soldi per prendere un kit di microfoni da batteria.

2 MICROFONI - Avendo due microfoni uno lo mettiamo panoramico sopra la batteria e l'altro lo usiamo solo per la cassa, oppure possiamo usare tutti e due panoramici con la possibilità di mettere un microfono nel canale destro e uno in quello sinistro ed avere un effetto stereo.

3 MICROFONI - Con tre microfoni possiamo fare delle buone registrazioni, perdendo magari un po' di tempo nelle regolazioni. Si utilizza un microfono solo per la cassa e i due panoramici (uno a destra e uno a sinistra per avere l'effetto stereo), oppure possiamo utilizzare un microfono solo per la cassa, uno solo per il rullante ed uno panoramico sopra la batteria. 4 E PIU' MICROFONI - Con quattro microfoni siamo in grado di rendere la nostra registrazione il più vicino possibile al suono naturale che noi sentiamo dal vivo (dipende però anche dai microfoni che si usano) utilizzandone uno solo per la cassa, uno solo per il rullante e due panoramici stereofonici, oppure uno per la cassa, uno per il rullante, uno per il charleston ed uno panoramico centrale. Avendo molti microfoni a nostra disposizione riprenderemo la cassa, il rullante, il charleston, tutti i tom e i timpani, i due panoramici ed anche uno solo per il ride. Ci sono molti che usano anche due o tre microfoni pel la cassa, uno posizionato all'interno, uno posizionato all'esterno (a riprendere lo spostamento d'aria) e uno sulla pelle battente. Molte volte si usa anche mettere un microfono che riprende la batteria da una certa distanza o rivolto verso una parete o il soffitto, in modo da avere un "effetto stanza". Ricordate però che più microfoni mettete e più grande deve essere il mixer a vostra disposizione (altra spesa!!!)

I PROCESSORI DI SEGNALE

Noise Gate

Il noise gate è un’apparecchiatura che spegne l’audio quando il segnale audio che gli passa attraverso case sotto un certo livello, e non fa passare alcun segnale se prima non viene superato quel livello impostato. Quando il “cancello” (gate) è chiuso, rumori di fondo, sibili e altro vengono eliminati (o ridotti). Nei spettacoli dal vivo i noise gate vengono inseriti in quasi tutti i microfoni in modo che ognuno di questi riprenda solo il suono a lui assegnato, possiamo dire una specie di sordina automatica temporanea nei microfoni non usati. In batteria il noise gate va usato sui microfoni dei tom. Quando i tom non sono usati i loro microfoni non riprendono il suono del rullante o del charleston o delle sbavature della cassa. Quando il tamburo viene colpito il suo suono è abbastanza forte da aprire il cancello e far passare il suono, quando il suono si abbassa (fino ad un livello impostato da noi) il cancello si chiude e “fermando” il sustain del tamburo. IMPOSTAZIONI: L’apertura del cancello deve essere rapida e la chiusura leggera, il livello della soglia deve essere messo a seconda del vostro modo di suonare e dal volume sonoro della vostra batteria.

Compressore

Il compressore è un apparecchio che limita la dinamica del suono. Un compressore è utile usarlo nella batteria per dare un equilibrio tra colpi troppo forti e quelli troppo deboli. Usare un compressore può permettere di aumentare il volume del canale in modo che anche i colpi deboli vengano uditi e senza che quelli forti mandino in distorsione il suono. IMPOSTAZIONI: Usate un rapporto 4:1 (per ogni 4 db di segnale che passano la nostra soglia impostata ad un certo livello, solo 1 db esce). Generalmente viene usato sulla cassa e sul rullante.

 

Microfonare la batteria con la tecnica Glyn Johns

Pensare che per avere un buon suono di batteria  sia necessario avere decine di microfoni è sbagliato. In passato quando sistemi a 24 tracce erano solo nei sogni degli ingegneri che li avrebbero inventati…. alcuni tecnici del suono hanno fatto di necessità virtù, e sfruttando le loro conoscenze audio hanno messo a punto tecniche semplici ed efficaci microfonare la batteria  con la tecnica Glyn Johns è una di queste.

In questo tutorial vediamo come  microfonare la batteria  con la tecnica Glyn Johns. Un tecnica di microfonazione che richiede una buona batteria, un buon batterista, ed una buona qualità acustica della sala di ripresa. Seppure semplice è un sistema di microfonare che vi darà grosse soddisfazioni, Glyn Johns ci ha registrato album storici
con Led Zeppeling, Rolling Stones, The Who…..

Ecco come microfonare la batteria.

La tecnica consta di tre microfoni, uno microfona la cassa, e verrà posizionato normalmente, gli altri due prendono in riferimento il centro del rullante, ma può essere anche un altro punto, per esempio il centro dei toms, e si procede cosi: si cerca un bilanciamento tra piatti e tamburi, con il primo microfono posizionato in alto, quando questo ci soddisfa misuriamo la distanza tra il microfono e il nostro punto di riferimento, e posizioniamo il secondo microfono sul lato timpano alla solita distanza con un altezza di circa 30 centimetri rispetto al cerchio del timpano.

La chiave della Tecnica Glyn Johs sta nell’avere i microfoni in fase, per questo ci vuole una cura maniacale affinchè siano equidistanti, tuttavia esistono dei plugins che riallineano la fase, ma sempre meglio fare bene subito.
Nel video i microfoni sono ad una distanza di circa 120 centimetri, la misura di circa tre bacchette...  Da ricordare che il microfono sopra al rullante in fase di mix andrà panpottato a destra, mentre l’altro a sinistra.
Per quanto riguarda la cassa dovremo controllare la fase relativa ad uno dei microfoni sopra.

Nell’immagine due segnali che hanno percorso la stessa distanza risultano perfettamente in fase. Nel quadrato di destra due segnali fuori fase, uno andrà ad annullare l’altro.

 

Microfonare la batteria con la tecnica Mid Side

Vediamo come usare due microfoni per microfonare la batteria con la tecnica Mid Side.
Useremo un microfono a condensatore che permette il settaggio sul pattern figura a otto ed un altro microfono, sempre a condensatore, cardioide.

La MidSide la uso spesso per riprendere ensemble di archi, ma anche cori, o in location dove l’ambiente è di particolare rilevanza, pensiamo di dover registrare un coro all’interno di una chiesa, forse questa è la tecnica giusta, dico forse perchè non esistono regole ferree, ma probabilmente avremo un buon risultato.

In effetti microfonare la batteria con la tecnica MidSide è un po’ una forzatura, ma vi garantisco che per riprendere la room, è fenomenale.

 

Riprendere la batteria con un microfono

Riprendere la batteria con un microfono? Pare impossibile, ma spesso ci troviamo a corto di microfoni, oppure abbiamo un sistema con sole quattro tracce, e dobbiamo registrare la voce il basso e la chitarra, e ci chiediamo come potremo riprendere

un intera batteria con un microfono? Beh se ci pensiamo in attimo la batteria è UNO strumento composto da vari tamburi e piatti, un po’ come una chitarra è composta da sei o dodici corde…. insomma l’idea di fondo per riprendere la batteria con un microfono è di considerarla come unostrumento.

Certo poi avremo meno campo d’azione per eventuale editing, perciò una buona accordatura, un buon strumento, un buon batterista e una buona esecuzione sono d’obbligo! Mi pare scontato no?

Quindi con un microfono dovremo trovare un buon bilanciamento tra piatti e tamburi meglio se quando lo stiamo facendo monitoriamo in cuffia il risultato. Anziché cercare il bilanciamento posizionando il microfono in alto, provate a posizionarlo di fronte, all’altezza del cerchio della gran cassa e puntandolo verso i toms, adesso trovate la distanza giusta, ma occhio che se vi allontanate troppo rischiate di riprendere più l’ambiente piuttosto che lo strumento.

Naturalmente un buon microfono fa la differenza, vi consiglio un microfono a condensatore a diaframma largo tipo quello usato nel video che è un AKG C414, sarà un investimento ve lo garantisco non solo per riprendere la batteria con un microfono, ma per molti altri strumenti, come la voce, chitarra acustica, timpano, microfono d’ambiente e anche per il bottom del rullante…

 

Registrare la batteria con 2 microfoni

In questo tutorial scopriamo come registrare la batteria con 2 microfoni  per ottenere un   suono che più si adatta al tuo genere musicale.
Facciamo un passo avanti rispetto a registrare la batteria con un microfono, infatti con due microfoni possiamo finalmente avere un’immagine stereo della nostra batteria. Nel video si vede che i microfoni sono piazzati al di sopra della batteria, in pratica questo si fa di solito per registrare i piatti, ma possiamo farlo anche per registrare la batteria con 2 microfoni, esaltando in fase di mixaggio i bassi, contrariamente a quello che faremo quando usiamo questa tecnica per riprendere gli Overhead.

Questa tecnica è conosciuta come la xy o come tecnica a capsule coincidenti, ed è la migliore tecnica di microfonazione stereo per avere una perfetta messa in fase di quello che registriamo, e di conseguenza una perfetta monocompatibilità.
Se ipotiziamo un batterista destrimano avremo il microfono sulla destra che punterà gli elementi alla sua destra, quindi timpano e ride, e quello di sinistra gli elementi della sua sinistra quali rullante, charleston, crash, etc.

Allo stesso modo della microfonatura con un microfono possiamo provare anziché posizionare i microfoni sopra la batteria, posizionarli di fronte, questo ci darà più margine per bilanciare tutti i componenti della batteria.