Guida Introduttiva all’Assemblaggio di una Rack da Studio per l’Home Recording

Con il nostro home studio che diventa sempre più completo…

È normale che inizi il processo di dismissione della strumentazione più economica…

In favore di apparecchiature più costose e di qualità superiore, che avranno tuttavia necessità di supporti rack come quelli che vediamo generalmente negli studi pro.

Ad ogni modo, assemblare la prima rack è spesso un lavoro lungo e complicato…

Pieno di domande che necessitano di risposte.

Per aiutarvi in questo percorso, nel post odierno…

Ho creato una semplice guida che potrete seguire una volta che avrete deciso di affrontare questo importante upgrade per il vostro studio.

Iniziamo. Primo…

Cosa va in una Rack da Studio?

Quando si assembla la prima rack… la sfida più grande per chi è agli inizi è costituita dal fatto di non avere idea di ciò che ci si deve montare al suo interno.

In linea di massima…

Per un home studio dal setup semplice, ci sono 5 apparecchiature chiave di cui probabilmente avrete bisogno.

Questi sono:

  1. un preamp microfonico multi-canale 
  2. un power conditioner (per filtrare l’alimentazione di linea e ridurre rumori e sbalzi)
  3. un amplificatore per cuffie  
  4. un sistema di gestione delle monitor  
  5. un’interfaccia audio 

Non c’è bisogno di acquistare tutto insieme, anzi… è preferibile aggiungere gradualmente nel corso del tempo, man mano che i bisogni evolvono.

Ecco come si svolge di solito tutto il processo:

La Classica Storia dell’Evoluzione

Una volta che si acquisisce una certa esperienza in studio, alla fine si arriva a un punto nel quale vorremmo registrare quante più tracce contemporaneamente…

  • magari per registrare una batteria, o…
  • magari una band

Il problema è che… raramente nel setup di uno studio alle prime armi possiamo trovare abbastanza ingressi per affrontare un lavoro simile.

Perciò la prima “apparecchiatura da rack” di cui quasi tutti scelgono di dotarsi è un preamp microfonico multi-canale, come quelli che potete trovare in questo post:

Una volta acquistato un supporto rack in cui alloggiare il preamp, l’upgrade successivo sarà acquistare SUBITO un power conditioner…

Perché per utilizzare il vostro preamp, nonché tutta la strumentazione che aggiungerete in seguito… dovrete stabilizzare l’alimentazione della rack attraverso un unico device.

Eccovi alcuni consigli per questo acquisto:

A questo punto, avrete una rack funzionante. E da qui in poi potrete aggiungere ulteriore apparecchiatura se e quando ne avrete bisogno.

Con tutta probabilità, il passo successivo sarà dotarvi di un amplificatore per cuffie, ed ecco spiegato il perché:

Quando si è in grado di registrare più tracce allo stesso tempo, si avranno delle situazioni in cui più musicisti vengono ripresi in una singola sessione. In tal caso, avrete bisogno di un modo per permettergli di monitorare le loro performance tramite cuffie mentre registrano.

Considerato che la maggior parte delle schede audio hanno solo 1 o 2 ingressi jack per cuffie, dotarsi di un ampli per cuffie è una scelta obbligata. Eccovi alcuni modelli che consiglio personalmente:

Alcune volte, a seconda dell’interfaccia audio che avete a disposizione…

Potrebbe accadere che il numero di IN/OUT disponibili non siano più sufficienti ad affrontare le mutate esigenze. A questo punto, l’unica soluzione è cambiarla per un’interfaccia in grado di offrire di più.

In questo post, consiglio diverse valide soluzioni:

Per ultimo…

A questo punto vorrete anche avere la possibilità di fare verifiche incrociate sui vostri lavori, con l’utilizzo di diverse sorgenti di riproduzione nelle quali instradare mix multipli verso più monitor.

Questa è la normale evoluzione, e un sistema di gestione delle monitor è il mezzo più conveniente per mixare e confrontare sorgenti diverse con uscite differenti, semplicemente premendo un bottone.

In questo post consiglio diverse buone soluzioni:

Proseguiamo con…

La Scelta delle Dimensioni Giuste

Ora che avete un’idea di che aspetto dovrebbe un giorno avere la vostra rack… la domanda successiva che dovrete porvi sarà:

Ecco quali sono i fattori da considerare:

Anche se probabilmente nella vostra rack ci saranno non più di 5 device, alcuni di essi occupano più di un alloggiamento.

Inoltre, vorrete anche mantenere un pò di spazio libero, per la ventilazione, per dei cassetti e altre possibili espansioni future.

Perciò, assumendo che decidiate di organizzare la rack in maniera simile a come consigliato nella prima parte di questo post… sarebbe bene iniziare con una rack da 6-12 alloggiamenti… 8 è il numero ideale nella maggior parte dei casi.

Cosa Fare con gli Spazi Extra

La prima volta che darete uno sguardo alla vostra rack completa solo a metà…

Vi assicuro che vedere gli spazi vuoti non vi piacerà affatto.

Ma piuttosto che buttare soldi per della strumentazione che non vi serve, se non per dare un bell’aspetto alla vostra rack….

La soluzione migliore è coprirli con questi pannelli – (1U/2U), che oltre a essere di bell’aspetto permettono anche una migliore ventilazione della strumentazione.

Un’altra opzione può essere utilizzare questi spazi per un cassetto – (1U/2U) nel quale conservare oggetti vari.

L’ultimo consiglio che vi do è quello di acquistare una scatola di viti per rack – (25 pezzi/100 pezzi), semplicemente perché non se ne hanno mai abbastanza.

Proseguiamo con…

 3 Modelli di Rack

A questo punto, abbiamo visto tutte le principali questioni relative alla pianificazione…

Non rimane quindi che trovare la giusta rack per noi.

Una volta confrontate molte opzioni diverse, capirete che tutte le rack rientrano in una di queste 3 categorie:

  1. Rack da Studio “Base” – sono le più economiche, ideali per la maggior parte degli home studio.
  2. Rack Portatili – costano di più ma sono resistenti e perfette per studi mobili.
  3. Rack da Studio “Premium” – sono senza dubbio costose, ma hanno funzioni e caratteristiche aggiuntive come il controllo della temperatura e l’isolamento acustico, perfette per gli studi professionali.

Ecco i migliori modelli per ciascuna categoria:

3 Modelli di Rack

A questo punto, abbiamo visto tutte le principali questioni relative alla pianificazione…

Non rimane quindi che trovare la giusta rack per noi.

Una volta confrontate molte opzioni diverse, capirete che tutte le rack rientrano in una di queste 3 categorie:

  1. Rack da Studio “Base” – sono le più economiche, ideali per la maggior parte degli home studio.
  2. Rack Portatili – costano di più ma sono resistenti e perfette per studi mobili.
  3. Rack da Studio “Premium” – sono senza dubbio costose, ma hanno funzioni e caratteristiche aggiuntive come il controllo della temperatura e l’isolamento acustico, perfette per gli studi professionali.

Ecco i migliori modelli per ciascuna categoria:

1. Rack “Base”

 

Per esperienza, i migliori produttori di rack per l’home recording sono:

  • Raxxess
  • Middle Atlantic
  • Odyssey

E a dire la verità non ci sono grande differenze tra un brand e l’altro.

Hanno tutte ottime recensioni, e fanno esattamente il loro lavoro…

L’unica vera differenza sta nei diversi look proposti.

Vi consiglio questi modelli:

Raxxess:

Middle Atlantic:

Odyssey:

Come avrete notato, le rack della Odyssey hanno un aspetto più “robusto” rispetto alle altre; questo a causa del fatto che si tratta più di un “ibrido” tra una rack da studio e una portatile.

2. Rack Portatili

Se siete dei musicisti e vi esibite live, allora SKB e Gator non hanno bisogno di presentazioni.

Sono da decenni i leader nel mondo della musica live.

Se mai dovesse capitarvi di incontrare qualcuno che afferma di non essere un fan dei case SKB…

State pur certi che si tratterà di un fan di quelli Gator, e viceversa.

Questi sono i modelli che vi consiglio:

SKB:

Gator:

Proseguiamo con le…

3. Rack “Premium”

Di sicuro non le consiglierei per un normale home studio…

Ma se veramente volete il meglio del meglio…

Ci sono molte opzioni diverse come ad esempio la Isobox, che offrono soluzioni brillanti a diversi problemi comuni nella gestione di strumentazione montata su rack.

Uno di questi problemi è certamente la riduzione del rumore…

La Isobox per esempio ha un alloggiamento isolato acusticamente, in grado di ridurre il livello di rumore proveniente dalla strumentazione al suo interno fino a 30dB. Alcune hanno anche un carrello per ospitare un computer.

Le rack più economiche non hanno questi optional, sopratutto perché isolare acusticamente comporta una riduzione del circolo dell’aria, che a sua volta può causare un surriscaldamento della strumentazione. Ma invece…

La Isobox gestisce questo problema con delle ventole silenziose che raffreddano le apparecchiature al suo interno, senza generare rumore.

Purtroppo rack come questa arrivano a costare migliaia di euro. Comunque anche se non potete permettervela ora, non fa male sapere che tali soluzioni esistono, se e quando un giorno voleste acquistarne una.

Cosa Possiamo Aggiungere?

Una volta assemblata la vostra rack con le 5 apparecchiature chiave viste precedentemente nel post…

A questo punto potrete considerarla “completa”.

Ma sono sicuro che avete visto un numero infinito di foto online…

di studi “Pro” dotati di rack pieni di un sacco di fantastici apparecchi.

Sappiate che se anche il vostro studio probabilmente non raggiungerà mai quel livello, ci sono comunque molte altre cose che potrete aggiungere… se le vorrete.

Sto parlando di strumenti come:

  1. un convertitore digitale di fascia alta – in grado di offrire una qualità migliore rispetto ai convertitori “stock” della vostra interfaccia.
  2. un word clock – anche questo può migliorare la qualità del suono prodotto rispetto al digital clock della vostra interfaccia audio.
  3. dispositivi hardware analogici – per la maggior parte dei fonici non esiste ancora plugin che si avvicini alla qualità offerta dalla strumentazione analogica di alto livello.

Non consiglio tutti questi upgrade per un home studio… semplicemente perché richiedono un patrimonio di investimenti e, a meno che non abbiate soldi da buttare via… le enormi differenze di prezzo rispetto alle soluzioni economiche non valgono i teorici miglioramenti.

Ma non preoccupatevi… alla fine possedere tutta questa roba non è obbligatorio per produrre dell’ottima musica.