In-ear monitor: cos’è un sistema e quale scegliere?

Cos’è un sistema in-ear monitor e come capire quale modello scegliere in base alle proprie esigenze? scopri qui i modelli migliori suddivisi per fascia di prezzo.

Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo assistito all’esibizione live di un gruppo musicale. Spesso il chitarrista o il cantante indossa un auricolare collegato ad un piccolo apparecchio agganciato quasi sempre sulla parte posteriore della cintura del suo jeans. Ci hai mai fatto caso? se si, ti sei mai chiesto perché?

Ciò che in quel momento sta indossando il professionista di fronte a te non è un semplice auricolare ma un sistema in-ear monitor. Se vuoi saperne di più non ti resta che continuare a leggere! 

In questo articolo troverai una dettagliata descrizione su cosa sia e come funzioni un sistema in-ear monitor, come viene utilizzato e quali vantaggi apporta alla band durante la loro performance
Se invece sei un cantante o musicista in cerca di una soluzione che possa ridurre la pressione sonora che arriva alle tue povere orecchie, magari che vi aiuti anche a concentrarsi su uno o più strumenti, allora questo articolo fa proprio al caso tuo. Ti aiuteremo a scegliere il sistema in-ear monitor che meglio soddisfa le tue esigenze

Cos’è un sistema in-ear monitor?

Prima di tutto, chiariamo di cosa stiamo parlando. 

Per monitoraggio si intende l’ascolto dei “ritorni”. Tutti i professionisti sul palco hanno bisogno di ascoltare la propria performance in maniera differente rispetto a quella del pubblico. Per questo motivo, si avvalgono o dello stage monitor (figura qui sotto), in caso di monitoraggio a spia, o di un sistema in-ear monitor. È doveroso sottolineare che questi due diversi sistemi di monitoraggio possono anche essere utilizzati contemporaneamente, non per forza viaggiano separatamente!

Concentriamoci però sull’ultimo nominato. Un sistema in-ear monitor è composto da un trasmettitore e un ricevitore a cui va collegata una cuffia in-ear, indirizzando quindi il suono proveniente da uno o più strumenti musicali direttamente alle vostre orecchie.

Funge quindi da monitor da palco, con la differenza che con quest’ultimo lo stesso suono (o mix di suoni) arriva nello stesso momento a tutti i componenti della band, mentre col sistema in-ear l’ascolto è personalizzato

 Non è un caso se la Shure, azienda specializzata in microfoni, radiomicrofoni e sistemi di monitoraggio, definisce i propri sistemi in-ear monitor come PSMPersonal System Monitoring. 

I componenti di un sistema in-ear monitor 

Come abbiamo anticipato sopra, un sistema in-ear monitor comprende:

  1. un trasmettitore che va collegato tramite il cavo adatto al mixer, per cui ha una postazione fissa (di solito è posizionato in alto rispetto agli strumenti, per poter evitare interferenze con altre frequenze);
  1. un ricevitore bodypack, che invece viene indossato dal musicista o cantante in modo da conferirgli assoluta libertà di movimento sul palco(li trovi alimentati sia con batterie a stilo che con batterie proprietarie ricaricabili). Tramite il ricevitore si può comodamente gestire il volume dell’audio in entrata, riducendolo o alzandolo a proprio piacimento.

Esempio di trasmettitore e ricevitore della Shure.

Cuffia in-ear monitor

Con un sistema in-ear monitor non è detto che siano incluse anche le cuffie in-ear. I pacchetti in cui sono comprese, generalmente, sono studiati per permetterti di utilizzare l’attrezzatura nell’immediato, ma non è detto che quindi siano sempre prensenti. 

Anche perché il musicista o cantante esperto ha già una sua cuffia personalizzata, proprio perché ogni professionista ha differenti esigenze uditive.

Nello specifico, le cuffie in-ear non sono semplici auricolari: presentano un gommino di diverse dimensioni e materiali per isolarsi dall’ambiente circostante (poco o completamente, a seconda del modello utilizzato), permettendo a chi le indossa di concentrarsi sul suono ricevente.

C’è persino la possibilità di ordinare dei gommini da creare su misura, in modo che possano aderire perfettamente alle pareti interne del padiglione auricolare dell’orecchio e raggiungere livelli ottimali di isolamento.

Confronto con il monitoraggio da palco 

Volendo fare un confronto tra le due modalità di monitoraggio, possiamo riassumere i vantaggi che si hanno nell’utilizzare quello tradizionale a spia in tre punti: 

  1. Costa di meno rispetto al sistema in-ear monitor;
  2. può essere sfruttato simultaneamente da tutti i componenti della band;
  3. si può ricevere subito l’impronta sonora del resto del gruppo da un unico apparecchio, ovvero lo stage monitor

E gli svantaggi essenzialmente in due:

  1. tende a far utilizzare volumi alti del suono, compromettendo l’udito dei professionisti;
  2. fa percepire il suono in maniera disomogenea in caso di spostamenti sul palco.

Vantaggi di un sistema in-ear monitor 

Con il sistema in-ear monitor, invece, è possibile proteggere l’udito dalla pressione sonora proveniente o dalla batteria o dalla chitarra vicina regolando il volume del suono e avvalendosi delle caratteristiche isolanti dei gommini. Quest’ultimo aspetto, oltretutto, apporta un ulteriore vantaggio apprezzato soprattutto dai chitarristi: isolandosi dal resto dei suoni prodotti sul palco e concentrandosi solo su quello emesso dal proprio strumento o quello di un componente specifico della band, si ottiene una performance di gran lunga superiore!

In più, essendo il ricevitore indossabile e collegato al trasmettitore in modalità wireless, si ha la libertà di spostarsi ovunque sul palco durante lo spettacolo, controllando comunque il proprio strumento o quello degli altri. Ma non è tutto! oltre a ciò, si ha anche la libertà di scegliere uno specifico mix senza dover continuamente interagire con tecnico specializzato. 

In sintesi, un sistema in-ear monitor assicura un ascolto migliore e garantisce libertà sia di movimento che di controllo di alcuni parametri da parte di chi lo utilizza. 

Quale sistema in-ear monitor scegliere? 

I sistemi in-ear si definiscono “personali” perché ogni artista ha differenti esigenze di ascolto durante un’esibizione, per cui vanno personalizzati. Per rispondere alle esigenze di tutti, sono disponibili in tre modalità operative (come anche accennato nel video presente sul sito della Shure, dedicato alle nozioni base sul monitoraggio personale): 

  • stereo, dove la cuffia sinistra e quella destra ricevono un diverso segnale audio (es: chitarra lato sinistro, basso lato destro);
  • mono, ovvero lo stesso segnale audio viene trasmesso in maniera equa a entrambe le cuffie;
  • mix, che permette di riceve il segnale audio personale da una cuffia, e quello dello strumento che si vuole monitorare dall’altra. 

Prima di acquistare un sistema in-ear monitor, quindi, sii certo di quale sia la modalità operativa che fa al caso tuo. 

Naturalmente, vanno scelti anche in base all’utilizzo che se ne deve fare. 

Vi spiego meglio: se avete intenzione di utilizzare il sistema in-ear monitor sporadicamente, per piccole esibizioni in un locale o un pub o per fare pratica a casa o in una sala prove, un sistema di fascia media che ha un prezzo che si aggira sui 199-299 € andrà benissimo.

 Noi non consigliamo a prescindere l’acquisto di sistemi a prezzi inferiori perché, in base anche ai feedback dei nostri clienti, potreste rimanere delusi dalle prestazioni. I sistemi economici, come tutti i prodotti “molto convenienti”, perdono di qualità, e si possono danneggiare con più facilità. Comprando quindi un sistema con prezzo di listino già sotto i 189 € dovrai prepararti all’idea che questo, prima o poi, ti abbandoni anche solo cadendo a terra.

Nello specifico, le pecche dei sistemi a costo inferiore ai 199 € potrebbero essere le seguenti:

  • SCARSA QUALITÀ DEI MATERIALIad esempio il body- pack del ricevitore in plastica: a lungo andare lo sportellino del ricevitore potrebbe rompersi, così come potrebbe facilmente spaccarsi nel caso ti cada a terra, compromettendone l’utilizzo. Stesso discorso vale per l’antenna, se è in plastica cadendo si potrebbe spaccare a metà, eventualità che non si presenta usando un sistema con ricevitore in metallo;
  • SCARSA QUALITÀ DELL’AUDIO: può dipendere non solo dal modello di cuffie in-ear che si utilizzano, ma anche dalla qualità del sistema di trasmissione radio dell’apparecchio. Il risultato sarebbe la ricezione di un audio sporco e con possibili interferenze. 

Per aiutarvi ad avere un’idea di cosa offre il mercato dei sistemi in-ear, abbiamo selezionato i modelli che secondo la nostra esperienza sono i migliori, e li abbiamo divisi per fascia di prezzo. 

I sistemi in-ear monitor di fascia media 

Cominciamo con fascia di prezzo più bassa (199-299 €) sotto la quale non consigliamo di andate. I sistemi che rientrano in questa specifica fascia economica fanno comunque egregiamente il loro lavoro, soprattutto considerata la destinazione d’uso. Troverete i dettagli tecnici dei sistemi cliccando sui link specifici.

ANT MiM 20

Dal prezzo incredibilmente accessibile, il sistema ANT MiM 20 è l’ideale per chi utilizza un sistema in-ear monitor per la prima volta ed ha bisogno sia della modalità MONO che STEREO.

Semplice da usare e da impostare, il sistema riesce ad operare su un doppio intervallo di frequenze garantendoti l’utilizzo di 96 canali (suddivisi in 8 gruppi da 12 canali ciascuno), con una riproduzione audio priva di distorsioni. 

È composto dal trasmettitore 20T, con due ingressi bilanciati XLR, e il ricevitore BeltPack 20R con uscita audio mini jack stereo da 3,5 mm eautonomia di oltre 12 ore garantita da due batterie AA 1.5V. Lo si trova disponibile con degli auricolari ergonomici headset versione base o con quelli top quality Fire One della Beyerdynamic. 

Il trasmettitore 20T ha l’interruttore MONO / STEREO posizionato sul retro dello chassis, mentre dal frontalino è possibile regolare il volume dell’audio che arriva alle cuffie. Generalmente, tutti i trasmettitori a marchio Ant presentano un design studiato per essere inseriti in una unità rack, come anche il modello successivo, l’Ant MiM 30.

ANT MiM 30

Altrettanto conveniente economicamente parlando, il sistema ANT MiM 30 consente di adattare il monitoraggio alle proprie esigenze e godere del suono dal vivo con il massimo del comfort. Questo modello è il top gamma della serie MiM di Ant, e permette al professionista di gestire ilivelli in ingressobilanciamento del segnale stereo e il limiter per ridurre picchi improvvisi. 

Come i componenti del sistema MiM 20, anche il trasmettitore 30P e il ricevitore 30R sono dotati di un display LCD retroilluminato blu che ti facilita il lavoro; in più, si può sempre scegliere tra modalità operativa MONO e STEREO tramite apposito interruttore presente sul retro del trasmettitore.

Anche il sistema ANT MiM 30 opera su doppio intervallo di frequenze, con 96 canali disponibili (sempre suddivisi in 8 gruppi da 12 canali ciascuno). Il trasmettitore 30P ha due ingressi Combo bilanciati, XLR e 6,35 mm, mentre il ricevitore 30R presenta l’uscita audio mini jack stereo da 3,5 mm con autonomia di oltre 12 ore garantita da due batterie AA 1.5V.

Trovate il sistema Ant MiM 30 abbinato con degli auricolari headset versione basic e con quelli top quality della Beyerdynamic, le Fire One.

DB Technologies EME ONE BAND 1

Il terzo sistema che possiamo consigliare, della DB Technologies, è sicuramente l’EME One, sia per la sua qualità, garantita dalla tecnologia innovativa Digital Code Squelch che permette di trasmettere dati codificati contemporaneamente al segnale audio, sia per il prezzoincredibilmente accessibile.

La DB Technologies ha scelto di distinguersi utilizzando per questo sistema la Banda di radiofrequenze VHF piuttosto che la solita UHF. Nel dettaglio, il modello EME One che vi consigliamo trasmette fra i 170 e i 230 MHz, e può essere usato anche sul palco contemporaneamente ad altri sistemi wireless.

Il trasmettitore è dotato di 2 Ingressi Mic/Line con mixer audio a 2 canali mentre per quanto riguarda i canali, ne sono disponibili 8 canali per ogni banda.

Il ricevitore, invece, presenta un ingresso audio (jack 6,3 mm) per il monitoraggio delle chitarre elettriche, e un’uscita audio (jack 3 mm 12 Ohm) per cuffie In-Ear. È alimentato da una batteria alcalina, che garantisce un’autonomia di 6-7 ore, e consente una regolazione media del volume

In sintesi, possiamo dire che l’EME One è un sistema semplicissimo da usare; da in dotazione anche delle cuffie della Beyerdynamic, le Fire One 12 Ohm con auricolari in gommapiuma, da tenere più che altro come auricolari di riserva per le emergenze. 

Piccolo appunto: i nostri clienti hanno preferito abbinare al sistema le cuffie in-ear Se215 della Shure e le Se425 CL, ottenendo così una resa di gran lunga superiore!

I sistemi in-ear monitor di fascia medio-alta 

Iniziamo ora a dare un’occhiata ai sistemi appartenenti ad una fascia economica più alta (299 – 899 €), per comprendere quale dei modelli professionali presenti sul mercato è utile considerare per ottenere una performance eccezionale!

Shure PSM 200

Parlando di sistemi in-ear monitor di fascia medio-alta, non potevano non iniziare dai sistemi della Shure.

Il sistema PSM 200 è un kit base che presenta una vasta gamma di funzioni, per affrontare tutte le difficoltà tecniche che si potrebbero presentare nell’associazione con uno stage monitor. Con modalità operativa MONO, è agile in frequenza proprio per essere impiegato per una vasta gamma di applicazioni. 

Compatibile con fino a 4 sistemi per banda, è composto dal trasmettitore P2T, con limitatore di modulazione, un ricevitore P2R con ingresso audio mono jack 1/4” e autonomia di 6 ore con cablaggio, di 4 ore invece se collegato in modalità wireless (richiede batterie alcaline 9 V). 

Inoltre, il kit è completo di auricolari professionali Sound Isolating SE112. Questi auricolari ti regaleranno un’eccezionale qualità del suono grazie ad un singolo driver dinamico, oltre ad una qualità costruttiva garantita nel tempo.

Shure PSM 300

Altro Kit della Shure, progettato per resistere ai rigori della vita sul palco e composto da ricevitore bodypack senza fili P3R, trasmettitore P3T e un paio di auricolari SE112, è il PSM 300.

Con modalità operativa MIX, il sistema riesce a trasmettere ai performer sul palco un mix stereofonico e monofonico di alta qualità. Il trasmettitore P3Tpresenta un bello schermo LCD ad elevato contrasto con meter dei livelli L/R in uscita, con antenna a ¼ d’onda staccabile.

Il ricevitore P3R, invece, è caratterizzato da un design sottile, leggero ma allo stesso tempo robusto. Riesce a individuare il segnale emesso dal trasmettitore in maniera rapida, mentre le 2 batterie AA ti garantiscono un’autonomia di circa 7 ore.

Come il PSM 200, anche qui gli auricolari professionali Sound Isolating SE112 completano e rendono immediatamente utilizzabile il sistema.